the sketchbook conspiracy
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--google Wed Oct 10 07:51:20 2007
In awe of that answer! Rlealy cool!
--Karess Tue Apr 26 23:58:15 2011
Filnaly! This is just what I was looking for.
--Kory Wed Sep 7 03:54:24 2011
Il signor Busetto non trova di mgelio che mettermi sul libro paga della Granarolo. Invece di fare insinuazioni sul mio conto (passibili di querela), farebbe mgelio a dichiarare di essere un produttore di latte non pastorizzato con distributori automatici sparsi tra Pesaro e Urbino. Farebbe bene a spiegare anche perche9 sul sito web della sua azienda compare solo la scritta “latte crudo” anziche9 “latte crudo non pastorizzato” e magari potrebbe mostrare le foto dei suoi distributori per consentirci di verificare se la stessa scritta compare anche lec, in violazione dell’intesa governo-regioni del 2007.Curraman mi accusa di inesattezze scientifiche. Vorrei rassicurarlo: so esattamente quello che scrivo. Se il nome del batterio in alcune parti del testo non e8 dato per intero (specificando il ceppo, che e8 O157, e dilungandomi sul fatto che fa parte di quelli verocitotossici e non di quelli abitualmente presenti nel corpo umano) e8 solo perche9 un articolo di giornale non lo si puf2 riempire di sigle e avevo cose pif9 importanti da dire: forse dimentica che qui si parla di bambini finiti in dialisi dopo aver bevuto latte non pastorizzato (probabilmente 9 tra il 2007 e il 2008, secondo il Ministero della salute) e di un sistema di comando-comunicazione-controllo da Roma agli enti locali che non garantisce la nostra la salute. Se vuole comunque posso mandarle copia del mio certificato di laurea in biologia e il pezzo di carta conseguito dopo il master in comunicazione della scienza. Non credo che le fare0 piacere sapere perche9 ho scritto che “non e8 chiaro” quanti stiano applicando la circolare ministeriale. Non l’ho fatto perche9 non conosco la situazione ma per understatement. Avrei potuto scrivere che il responsabile della Regione Lombardia (la regione che ha mostrato maggiore trasparenza pubblicando i dati dei monitoraggi annuali) ha ammesso con me al telefono che per ora loro non si sono adeguati alla circolare. Altrove la situazione e8 del tutto simile: significa che i capi portatori di E. coli O157 vengono riammessi alla produzione e quindi la contaminazione del latte puf2 continuare. Perche9 non parliamo di questo?Mi si dice che la colpa non e8 dei produttori, ma e8 un po’ troppo comodo per la categoria pretendere di uscire immacolata da questo scandalo. Diciamo che la colpa e8 in gran parte di chi ha autorizzato il far-west dei distributori senza verificare che fosse gestibile dal punto di vista sanitario. Ma i produttori non sono tutti degli angioletti. Ad esempio, tanto per dirne una, mi risulta che il 10% del latte non pastorizzato sia annacquato. E’ una truffa dettata da avidite0 oppure un trucco per abbassare la carica batterica e le cellule somatiche in modo da restare (fraudolentemente) sotto le soglie previste?Giuseppe Savo non capisce perche9 l’espressione “latte crudo non pastorizzato” sia fuorviante. Di fatti non lo e8. Il problema (prenda nota anche Giovanni) e8 che invece di scrivere “latte crudo non pastorizzato” viene scritto solo “latte crudo”. E questo e8 fuorviante, non solo secondo me, ma anche secondo l’intesa governo-regioni e secondo il Ministero del lavoro e della salute. Savo mi ricorda che esistono normative europee ben precise e certo che esistono. Peccato perf2 che non siano correttamente applicate. Non lo dico io ma gli ispettori comunitari della DG Sanco (Direzione generale per la salute e la tutela dei consumatori), che mandano periodiche reprimenda al nostro paese segnalando l’inadeguatezza del sistema dei controlli veterinari (non solo in Veneto). Per la cronaca esiste anche un decreto legislativo che vieta di dare informazioni fuorvianti ai consumatori, perche9 nessuno lo applica contro quei produttori che si fanno pubblicite0 affermando che il loro latte non pastorizzato e8 una manna per la salute?Giovanni mi chiede di essere pif9 precisa. Se vuole andiamo insieme a contare i 2.000 distributori per verificarli uno ad uno. Forse a lui non sembra inquietante che in Lombardia (ribadisco: la regione che ha dimostrato la maggiore trasparenza pubblicando i dati dei monitoraggi annuali) nel 2007 siano stati scoperti ben 29 distributori in cui il latte era fuori norma (e8 il caso di specificare che i controlli sono eseguiti sui distributori quando il latte e8 gie0 entrato in commercio e qualcuno l’ha gie0 bevuto). Riporto la casistica per intero: in 3 distributori era eccessiva la carica batterica, in 8 il tenore di cellule somatiche, in 1 entrambi i parametri, in 2 c’era Listeria monocytogenes, in 1 salmonella, in 4 c’erano campylobacter termotolleranti, in 4 Streptococcus agalactiae, in 4 E. coli O157, in 1 stafilococco coagulasi positivo, in 1 c’era un sospetto di brucellosi. E’ contento adesso, Giovanni? Perche9 non vuole che i consumatori siano informati sui rischi che corrono? La testimonianza di Nina (e potrei aggiungerne molte altre) dimostra che molte persone non sanno cosa bevono.
--Bartosz Thu Nov 21 23:50:01 2013

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